Salute

Chi può digiunare e chi no.

Il digiuno è uno strumento potente, e proprio per questo non è per tutti. Una guida chiara per capire se fa per te, adesso.

Detox.Guru·8 min·29 settembre 2026

Il digiuno non è una prova di forza. È un'esperienza che chiede ascolto: del corpo, della propria storia, del momento che stai vivendo. Per questo la prima domanda non è "quanto riesco a resistere?", ma "è il momento giusto per me?"

Questa guida non sostituisce il parere del tuo medico. Serve a orientarti e a farti arrivare a quella conversazione con le domande giuste.


Per chi è generalmente indicato.

Il digiuno, nelle sue forme più comuni, è pensato per adulti in buona salute generale, senza patologie in corso e senza terapie che richiedano di mangiare a orari regolari.

Anche per loro vale una regola semplice: si comincia in modo graduale, si beve a sufficienza e si interrompe se qualcosa non va.


Quando il digiuno non è indicato.

  • Gravidanza e allattamento. Il fabbisogno del corpo è diverso, e il digiuno non è appropriato.
  • Sottopeso. Il corpo non ha le riserve per affrontarlo in sicurezza.
  • Disturbi alimentari, attuali o passati. Il digiuno può riattivare dinamiche di controllo e restrizione. Qui la priorità è un percorso di cura dedicato.
  • Diabete di tipo 1. Il rischio di squilibri glicemici è troppo alto senza una supervisione medica stretta.
  • Terapie che richiedono cibo regolare. Alcuni farmaci vanno assunti ai pasti o possono dare problemi a stomaco vuoto.
  • Minori. Durante la crescita il corpo ha bisogno di un apporto costante.

Quando serve il parere del medico, prima.

In queste situazioni il digiuno non è escluso a priori, ma va valutato insieme a chi ti segue:

  • Diabete di tipo 2, soprattutto se in terapia con insulina o farmaci che abbassano la glicemia.
  • Pressione bassa o farmaci per la pressione, perché il digiuno può abbassarla ulteriormente.
  • Patologie cardiache, renali o epatiche.
  • Gotta o calcoli, perché il digiuno può modificare temporaneamente alcuni valori del sangue.
  • Età avanzata o fragilità, quando la massa muscolare e l'equilibrio vanno protetti.
  • Donne in perimenopausa o con un ciclo irregolare: il momento del ciclo può contare più del protocollo.

I segnali per fermarsi.

Alcune sensazioni possono comparire durante il digiuno: fame a ondate, un po' di mal di testa, stanchezza nelle prime ore. Alcuni segnali, invece, dicono che è il momento di interrompere e, se serve, di chiedere aiuto:

  • capogiri forti o sensazione di svenimento;
  • palpitazioni o dolore al petto;
  • confusione, difficoltà a concentrarsi o a parlare;
  • nausea persistente o vomito;
  • debolezza che non passa con il riposo e l'idratazione.

Interrompere non è un fallimento. È esattamente l'ascolto che il digiuno vuole allenare.


Come iniziare in sicurezza.

Tre passi per cominciare
Gradualità
Se parti da zero, inizia gradualmente. Non è necessario arrivare subito a 48 ore.
Idratazione
Acqua e tisane durante tutto il digiuno. Puoi integrare sali minerali; in alternativa, un pizzico di sale marino o dell’Himalaya sotto la lingua, regolarmente o quando compaiono fame o cambiamenti nel corpo.
Rientro
Riaprire con calma conta quanto il digiuno stesso.

Se hai dubbi, parlane con il tuo medico prima di iniziare. E se vuoi vivere il tuo primo digiuno in gruppo, con la possibilità di fare domande lungo il percorso, c'è il Digiuno Collettivo.

Il Diario di Raz è a cura della redazione di Detox.Guru. Nasce dall’esperienza di Raz, del team e dei professionisti con cui collaboriamo, insieme alla ricerca disponibile. Gli articoli raccontano il digiuno e il benessere in modo semplice e divulgativo, per aiutarti a comprenderne le basi. Non sono testi medici e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario.